Alice Andreoli - Critica di Martina Cavallarin

 

Alice Andreoli lavora con la pittura per indagare un universo giovanile estremamente spigoloso, complesso, un mondo fatto di look, logo, piercing, tatuaggi e riflessioni introspettive tra segni di pennello precisi e campiture espressioniste. La sua pittura è cosciente di tutte le conquiste effettuate dalle avanguardie e compie un passo in avanti rispetto al senso della superficie, disponendo l’immagine attraverso una visione trasversale. La figura umana è compressa in un particolare disposto in un campo visivo ridotto e successivamente amplificato attraverso segmenti e porzioni di colore che appaiono quasi sovrapposti e che introducono elementi tatuati sulla tela quanto sui brani anatomici dei soggetti rappresentati. La pennellata di questa giovane artista accentua la forza del segno senza necessitare di forzature mentre le superfici monocrome sul fondo del quadro riportano a una strategia energetica. Andreoli nutre le sue opere con frammenti del suo quotidiano, con gesti che appartengono alla sua generazione e srotola la vita di tutti i giorni attraverso colori che vanno dal grigio al blu, al bianco e al rosso per attraversare completi e vasti spazi cromatici laddove il tratto si fa più preciso, quasi maniacale. In questo senso è un’artista che usa il pennello come fosse una macchina fotografica, sommando sapienza e velocità alternate a campiture appena accennate, quasi a voler sottolineare attraverso il cambio di tecnica quali sono i tempi che servono, i battiti necessari, le tracce simboliche più personali e seducenti. La sua opera traduce la conciliabilità tra universi mediante una pittura figurativa che esprime categoricamente la dimensione del soggetto e sopravvive sul filo della memoria di un intero “genere” in quanto appartenenza, inclinazioni, gusti e segni. Andreoli da tutto questo attinge e si ritrae mentre, nell’invenzione del quadro, svela il suo orizzonte inaccessibile, nascosto, bruciante. Nella sua opera l’immagine è sempre lampante, svela l’idea iniziale focalizzandosi sul particolare. La temperatura culturale si incrocia e si fonde in un eclettismo composito che spinge in varie direzioni, una calibrata aggregazione di elementi che slittano senza perdere mai il senso. I quadri di Andreoli rappresentano un lungometraggio narrativo importante e significativo nella realtà della giovane pittura italiana contemporanea..                                                                                                       

                                                                                                               

                  MALA TEMPORA... - Acrilico su tela - cm 150x100 - 2009